Rottamazione quinquies, Alessandro Terrile: «Delibera pronta per il Consiglio appena la norma sarà definitiva»

Il vicesindaco e assessore al Bilancio risponde sul nodo dell’adesione del Comune di Genova alla definizione agevolata delle entrate locali: il testo è ancora all’esame del Parlamento, ma la giunta annuncia la disponibilità a portare in aula il provvedimento

Il Comune di Genova è pronto ad aderire alla rottamazione quinquies per le entrate comunali, ma attenderà che la norma completi il proprio percorso parlamentare prima di portare la delibera in Consiglio comunale. A chiarirlo è il vicesindaco e assessore al Bilancio Alessandro Terrile, intervenuto dopo il pressing politico arrivato dall’opposizione sul rischio di perdere la finestra temporale prevista per gli enti locali.

«Quando sarà promulgata la nuova normativa, la giunta approverà una proposta di delibera da sottoporre al Consiglio comunale per regolare l’adesione alla rottamazione di tutte le entrate comunali, sia tributarie sia patrimoniali», annuncia Terrile. Nel perimetro indicato dal vicesindaco rientrano l’Imposta municipale propria, la tassa sui rifiuti, il canone unico patrimoniale, ma anche entrate patrimoniali come sanzioni al codice della strada, rette scolastiche e altre tariffe.

La precisazione arriva mentre la rottamazione quinquies è diventata tema di scontro politico in Sala Rossa. La misura, nella sua prima formulazione contenuta nella legge di Bilancio 2026, non comprendeva i carichi affidati dagli enti territoriali, quindi restavano fuori i debiti legati a Comuni e Regioni, dai tributi locali ad altre entrate comunali. Le indicazioni applicative dell’Agenzia delle Entrate Riscossione avevano confermato questo limite, escludendo la possibilità di definizione agevolata per i debiti relativi a carichi affidati dagli enti locali.
Il quadro è cambiato con l’emendamento approvato il 14 maggio dal Senato della Repubblica, durante la conversione in legge del decreto fiscale numero 38 del 2026. Quel passaggio ha esteso la rottamazione anche ai tributi locali, aprendo la strada all’adesione dei Comuni. Ma, sottolinea Alessandro Terrile, il testo emendato è ancora all’esame della Camera dei Deputati e quindi l’amministrazione attende la definitiva approvazione prima di procedere formalmente.
Il punto tecnico non è secondario. La rottamazione delle entrate comunali non scatterà automaticamente per tutti gli enti, ma richiederà una scelta esplicita dell’amministrazione. Per questo la giunta dovrà approvare una proposta di delibera e trasmetterla al Consiglio comunale, che sarà chiamato a regolare l’adesione del Comune di Genova alla definizione agevolata. Solo dopo quel passaggio i contribuenti genovesi interessati potranno rientrare nel meccanismo previsto dalla nuova disciplina.
La linea del vicesindaco è quindi quella di non chiudere la porta alla misura, ma di evitare atti anticipati su un testo non ancora definitivo. In sostanza, la giunta rivendica la disponibilità politica e amministrativa ad aderire, ma lega i tempi alla promulgazione della norma. «Si sta attendendo la definitiva approvazione della norma in corso di modifica in Parlamento», precisa il vicesindaco.
Per cittadini e imprese, la posta in gioco riguarda la possibilità di definire in modo agevolato debiti locali accumulati negli anni, con effetti potenzialmente rilevanti su tributi comunali, tariffe e sanzioni. Per il Comune, invece, la decisione dovrà tenere insieme due esigenze: offrire una via d’uscita a chi ha pendenze aperte e valutare l’impatto dell’operazione sui conti dell’ente. La scelta, comunque, non è più se affrontare o meno il tema: la risposta di Alessandro Terrile chiarisce che la delibera arriverà in Consiglio appena il quadro normativo sarà definitivo.
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